
Persistono le incongruenze interpretative in ordine Ai presupposti di deducibilità fiscale delle perdite su crediti. A fronte della tesi ristrettiva dell’Amministrazione Finanziaria si riscontrano però delle aperture nella giurisprudenza della Cassazione. In tal senso è la recente sentenza della Cassazione n. 27096/2025 la quale ha ben distinto la fattispecie dell’estinzione del titolo giuridico di supporto del credito dalla perdita del medesimo per la cd inesigibilità del creditore.
Perdite su crediti e contrasto interpretativo
In tema di perdite su crediti la Corte di Cassazione con l’Ordinanza del 09/10/2025, n. 27096 a fronte della tesi dell’Ufficio per il quale l’articolo 101 comma 5, Tuir imporrebbe la cancellazione “dei soli crediti rispetto ai quali è intervenuta rinuncia sorretta da ragionevoli e valide considerazioni economiche“, in mancanza delle quali la transazione con rinunzia al credito si risolverebbe in un atto di liberalità, che non genera perdite deducibili, ha ritenuto di rappresentare un diverso principio di diritto così compendiabile:
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