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Il budget è un processo articolato che si conclude con un bilancio di previsione, che ha lo scopo di rappresentare anticipatamente gli effetti economici, patrimoniali e finanziari degli indirizzi e dei programmi di gestione, formulati dalla Direzione Aziendale ed orientati al conseguimento di un determinato risultato: l’orizzonte è tipicamente l’esercizio, con una granularità mensile idonea a tener conto della “stagionalità” dell’attività aziendale.

Budget

Il punto di partenza è il budget delle vendite da cui si desume l’output (beni e servizi) che l’azienda intende produrre nell’ esercizio in corso di programmazione.

La quantità di output programmato consente di valutare e di programmare la quantità di risorse necessarie e la modalità di acquisizione di tali risorse.

Infine, la traduzione in termini monetari e finanziari dei programmi di gestione consente di valutarne l’effettiva praticabilità anche alla luce degli altri eventi ed impegni aziendali in corso (ad esempio la sostenibilità del rimborso di finanziamenti e mutui in corso di ammortamento).

Lo scopo del budget non è esclusivamente quello di prevedere importi o numeri che si verificheranno in periodi di gestione successivi quanto quello di esprimere, formalizzare, un programma di gestione aziendale allo scopo di favorire l’assunzione di decisioni complessivamente coerenti agli obiettivi espressi dalla Direzione Aziendale nell’ambito della sua visione strategica.

Le informazioni ed i dati contenuti nel Budget di regola, salvo errori, sono assunti dalla contabilità aziendale e dagli incontri con la Direzione Aziendale.

Quale punto di partenza concettuale, la programmazione dei costi e dei ricavi beneficia:

  1. dei valori a consuntivo assunti dall’esercizio precedente, incluse eventuali partite di assestamento;
  2. di considerazioni ad hoc circa eventi e scenari futuri programmati dalla Direzione Aziendale (previsioni ex novo indipendenti dai valori a consuntivo);
  • con l’ausilio o meno di apposite gestioni, incluse nei software, per supportare/orientare il redattore verso una previsione dei valori razionale secondo criteri condivisi dalla dottrina dominante;
  • attraverso più possibili scenari di previsione, che consentono di ipotizzare la presenza o meno di singoli aspetti gestionali anche alternativi tra di loro in modo da non vincolare eccessivamente il redattore a determinate operazioni fisse;
  • tenendo conto, infine, sia di informazioni fornite dalla direzione in base a effettive contingenze o in base a preventivi, contratti, impegni formalizzati sia in base a trend storici che sono ritenuti validi, affidabili e comunque sempre in un’ottica di prudenza.

Il budget funzionalmente rientra nel controllo di gestione cioè un sistema direzionale attraverso cui il management verifica la gestione aziendale nel rispetto degli equilibri economici, patrimoniali, finanziari sulla base delle risorse materiali, immateriali, finanziarie e umane, in un contesto di obiettivi e strategie di breve, medio e lungo periodo. Il budget si affianca, in tal senso, anche alla contabilità industriale, all’analisi di bilancio, alla tesoreria e alle verifiche della continuità aziendale (Crisi d’impresa).

Si tratta di strumenti per governare l’impresa in modo consapevole (sapere ciò che accade) e razionale (dalla massimizzazione del profitto nel breve periodo, alla massimizzazione del valore dell’impresa nel tempo) in modo da assicurare che le risorse aziendali vengano acquisite e impiegate in maniera efficiente ed efficace per il perseguimento degli obiettivi aziendali.

In un mercato mutevole ed estremamente competitivo, non è sufficiente gestire le aziende solo grazie al proprio intuito, esperienza e a tradizioni consolidate, poiché tali elementi manageriali devono essere affiancati e rafforzati anche da proiezioni e previsioni strutturate, effettuate avvalendosi di adeguati strumenti operativi.

Alle esigenze squisitamente aziendalistiche del controllo di gestione, nel tempo si sono affiancate nuove e specifiche richieste normative in tema di adeguati assetti organizzativi previsti dal codice civile all’art. 2086 nella rielaborazione operata dalla normativa sul Codice della Crisi e dell’Insolvenza (art. 375 D.Lgs. 14/2019) che hanno come filosofia la costante verifica della continuità aziendale o going concern e l’ampliamento della platea di aziende soggette alla revisione contabile.

Con l’approvazione del bilancio 2022 (aprile 2023) sarà obbligatoria la nomina dei revisori delle srl che superino certi parametri dimensionali e pienamente operante la verifica che gli assetti organizzativi, amministrativi e contabili siano adeguati alla natura e dimensione dell’impresa.

L’assetto adeguato ha una componente organizzativa che prevede un effettivo organigramma aziendale, un funzionigramma e le direttive attraverso cui le decisioni siano assegnate ed esercitate dai corretti uffici, organi, persone dell’azienda.

Inoltre, vi è anche una componente amministrativo-contabile rivolta ad ottenere informazioni societarie affidabili, tempestive e complete dal sistema di rilevazione interno, con persone, sistemi di elaborazione e software idonei.

Giurisprudenza autorevole (Tribunale di Milano, sentenza n. 9051/2021) giudica lacunosa una revisione aziendale durante la quale erano emerse palesi situazioni di inadeguatezza dell’assetto organizzativo della società priva da mesi del dirigente responsabile del budget.

Di recente anche la Cassazione (Massimario sul FALLIMENTO ED ALTRE PROCEDURE CONCORSUALI – 15/09/2022) ha sottolineato:

  • l’esigenza della pianificazione che l’imprenditore deve porre a base della sua attività economica;
  • il budget e la predisposizione di piani di tesoreria come centrali negli adeguati assetti;
  • l’orizzonte temporale che si sposta dai 6 mesi ai 12 nella nuova formulazione delle norme sulla Crisi d’impresa, ed il concetto di “guarda più lontano” come filosofia per il monitoraggio.

I soggetti che devono istituire e monitorare l’adeguato assetto, a pena di pesanti responsabilità, sono sicuramente gli amministratori ma anche l’organo di controllo in modo da vigilare sugli equilibri economici e finanziari a garanzia di tutti gli stakeholder e dell’intero sistema economico (creditori, banche, dipendenti, Erario ecc.).

Dott. Matteo M.

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