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L’obiettivo di queste “comunicazioni di invito alla compliance”, insomma, è modificare il rapporto con i contribuenti, che deve essere sempre più fondato sulla trasparenza e sulla collaborazione.

Le comunicazioni di compliance vengono inviate a quei contribuenti che sulla base dei dati in possesso dell’Agenzia, non risulterebbero essere stati in grado di compilare correttamente la dichiarazione dei redditi.

In particolare, le lettere di compliance vengono inviate al contribuente quando vengono riscontrate anomalie nel confronto tra: I dati ricevuti dalle autorità fiscali estere, e. I dati dichiarati dal contribuente in dichiarazione dei redditi.

Buon ascolto.

Podcast GBsoftware a cura del Dott.ssa Pastrello

Ascolta “Ep.69 Inviti alla compliance” su Spreaker.

I destinatari delle lettere di compliance

Le comunicazioni sono inviate ai contribuenti che, sulla base dei dati in possesso dell’Agenzia, non hanno compilato correttamente il modello 730 o il modello Unico Pf, non riportando nella dichiarazione, o facendolo solo in parte, uno dei seguenti redditi:

  • redditi derivanti da contratti di locazione di immobili, sia quelli imponibili a tassazione ordinaria sia quelli per i quali si è scelto il regime della cedolare secca
  • redditi di lavoro dipendente o di pensione
  • assegni periodici corrisposti dal coniuge separato o divorziato
  • redditi di partecipazione in società, associazioni fra artisti e professionisti, imprese familiari, aziende coniugali
  • redditi di capitale derivanti da utili e altri proventi equiparati corrisposti da società di capitale o enti commerciali e altri redditi di capitale
  • altri redditi (redditi di lavoro autonomo non derivanti da attività professionali, redditi diversi)
  • redditi di lavoro autonomo derivanti dall’esercizio di arte o professione abituale, compresi quelli in regime di vantaggio (imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità) e quelli in regime forfettario.

È disponibile, nella sezione del sito delle Entrate che ospita le guide fiscali, “L’Agenzia ti scrive: lettera di invito a regolarizzare possibili errori”, il vademecum sulle comunicazioni spedite per invitare i contribuenti a verificare la dichiarazione dei redditi presentata ed, eventualmente, a mettersi in regola.

Il termine di 30 giorni (o di 90 giorni in caso di avviso telematico all’intermediario) per il pagamento delle somme dovute a seguito di avviso bonario (controlli automatizzati e formali delle dichiarazioni) è sospeso tra il 1° agosto e il 4 settembre di ogni anno.

Per versare le somme dovute (maggiore imposta, interessi e sanzione ridotta) deve essere utilizzato il modello F24, disponibile, con le relative istruzioni di compilazione, sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Le istruzioni pratiche sulla procedura di regolarizzazione

Dopo aver verificato i dati contenuti nella lettera, se si riconosce di aver commesso gli errori segnalati dall’Agenzia, è possibile mettersi in regola presentando una dichiarazione integrativa e versando le maggiori imposte dovute, gli interessi e le sanzioni in misura ridotta. Nella guida sono indicati, anche con esempi pratici, tutti i passaggi necessari per la regolarizzazione e messi in evidenza.

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