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Incasso giuridico e rinuncia dei soci ai crediti: il contrasto fra Cassazione e Agenzia delle entrate dopo il D.Lgs. 147/2015

La fictio iuris dell’incasso giuridico è stata elaborata dal Ministero delle Finanze con la circolare n. 73/E/1994, e consolidata nella risoluzione n. 124/E/2017. La sua ragione storica risiede nel salto d’imposta che si determinava nel regime previgente all’articolo 88, comma 4-bis del TUIR: la rinuncia del socio a un credito tassato per cassa generava una sopravvenienza attiva non concorrente al reddito della società partecipata e un correlato incremento del costo della partecipazione, senza alcuna tassazione del componente reddituale in capo al socio creditore. L’articolo 13 del D.Lgs. n. 147/2015 ha riformato l’asse degli articoli 88, 94 e 101 del TUIR. Da allora la non imponibilità della sopravvenienza in capo alla società e l’incremento del costo della partecipazione in capo al socio sono ricollegati al solo valore fiscalmente riconosciuto del credito oggetto di rinuncia.

Per il professionista chiamato a valutare la rinuncia di un socio a crediti per trattamento di fine mandato, dividendi o compensi tassati per cassa, il quadro applicativo è oggi diviso. La Corte di cassazione, con la Sentenza n. 16595/2023 e con le successive pronunce Sentenza n. 19700/2025 e n. 14921/2025 esclude l’obbligo di ritenuta sull’asserito incasso giuridico nel regime applicabile dal periodo d’imposta 2016. L’Agenzia delle entrate, nelle risposte a interpello n. 59/E/2025 e n. 182/E/2025, conferma invece la propria tesi: la società che non operi la ritenuta è esposta al rischio di accertamento quale sostituto d’imposta inadempiente.

Genesi e ratio della tesi dell’incasso giuridico

La tesi dell’incasso giuridico, costruzione di matrice esclusivamente amministrativa, nasce dalla Circolare del Ministero delle Finanze n. 73/E/1994. Tale circolare ha qualificato la rinuncia del socio al credito verso la società partecipata come un’operazione fiscalmente atomizzata in due segmenti speculari: una percezione del credito da parte del socio, immediatamente seguita da un conferimento dell’importo nella società.

La costruzione era funzionale a evitare il salto d’imposta che si generava nel regime previgente, allorché il credito fosse riconducibile a componenti reddituali tassati per cassa in capo al socio creditore. In tale insieme rientravano gli interessi su finanziamenti soci, i compensi correnti degli...

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