
Abstract
L’ordinanza n. 27768 del 26 ottobre 2026 della Corte di Cassazione stabilisce che, in materia di TARI, la mera chiamata all’eredità non è sufficiente a fondare la pretesa impositiva, poiché l’obbligazione presuppone l’effettivo acquisto della qualità di erede tramite l’accettazione. Di conseguenza, spetta all’Amministrazione finanziaria creditrice l’onere di dimostrare tale accettazione e non al contribuente provare la mancata qualità di erede. La Corte esclude l’estensione analogica delle norme speciali previste per l’imposta di successione o per altre imposte statali, ricordando che i Comuni possono superare l’incertezza sulla delazione ereditaria avvalendosi degli strumenti civilistici dell’actio interrogatoria o della richiesta di nomina di un curatore dell’eredità giacente.
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