
L’articolo 54 co. 2 del D.Lgs. 546/92, ancora vigente nel 2026 per il differimento del Testo Unico della giustizia tributaria al 2027, impone il deposito dell’appello incidentale nelle controdeduzioni entro 60 giorni, senza notifica. Corte di Cassazione, Sentenza n. 16946/2025 e 17727/2025, nonché CGT II grado Lazio n. 4350/2025 chiariscono i profili più insidiosi: appelli incrociati, impugnazione tardiva e riqualificazione dell’atto alla luce del principio del raggiungimento dello scopo.
Appello incidentale: termini, deposito e appelli incrociati
Nel processo tributario, l’impugnazione proposta per prima assume la qualifica di appello principale, mentre ogni successivo gravame avverso la stessa sentenza deve confluire nel medesimo giudizio mediante appello incidentale. Questa regola, che discende dagli articoli 333 e 335 del codice di procedura civile, persegue l’obiettivo di assicurare l’unitarietà della decisione ed evitare pronunce contrastanti. L’articolo 54, comma 2 del D.Lgs. n. 546/1992 – che resta applicabile nel 2026, poiché il Testo Unico della giustizia tributaria di cui al D.Lgs. n. 175/2024 è stato differito al 1° gennaio 2027 dall’articolo 4 del D.L. n. 200/2025 – stabilisce che l’appello incidentale va proposto, a pena di inammissibilità, nell’atto di controdeduzioni.
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