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La Direttiva dell’Autorità Bancaria Europea (EBA) entrata in vigore il 1 luglio 2021 richiede alle banche di adottare procedure più stringenti per valutare il merito creditizio e il rischio delle aziende nella concessione di linee di credito.

Questo significa che gli istituti finanziari analizzeranno la capacità dell’azienda di rimborsare il finanziamento attraverso flussi di cassa generati dalla gestione caratteristica…ma non solo!

Buon ascolto.

Podcast GBsoftware a cura del Dott. Mancini

Ascolta “Ep.32 ESG Compliant” su Spreaker.

ESG Compliant

I nuovi principi che verranno seguiti dalle banche pongono l’attenzione non solo sugli aspetti economico-finanziari delle imprese ma anche su altri fattori:

  • fattori ambientali (emissioni di anidride carbonica, efficienza nell’utilizzo delle risorse naturali, attenzione al cambiamento climatico)
  • fattori sociali (rispetto dei diritti umani, le condizioni di lavoro, uguaglianza ed inclusione dei lavoratori)
  • fattori gestionali (qualità e competenze dell’organo amministrativo).

ESG è proprio l’acronimo dei termini inglesi Environmental (ambiente), Social (sociale) e Governance (gestione) e l’azienda ESG Compliant è l’azienda che ha un Rating ESG (detto anche Rating di sostenibilità) positivo, un giudizio sintetico che certifica la solidità di un’azienda dal punto di vista degli aspetti ambientali, sociali e di governance.

Queste nuove direttive bancarie sono in linea con quanto previsto dall’art. 2086 del Codice Civile, che richiede agli imprenditori o amministratori di garantire alla propria azienda adeguati assetti amministrativi, organizzativi e contabili e di diventarne responsabili dal punto di vista patrimoniale.

Uno strumento che il professionista può implementare all’interno dell’azienda per misurare le performance quantitative e qualitative è la Balanced Scorecard, letteralmente una “scheda di valutazione bilanciata”, modello ideato negli anni ’90 da Kaplan e Norton: uno strumento che permette di monitorare e misurare le performance aziendali su quattro aree, con focus sia sugli aspetti quantitativi, numeri, sia su quelli qualitativi:

  • area sviluppo, in cui si valuta l’aspetto relativo all’innovazione e all’apprendimento
  • area processi, in cui si valutano i processi interni
  • area clienti, in cui vengono identificati gli aspetti rilevanti del rapporto con il cliente
  • area finanziaria, in cui si valuta la salute dell’azienda a livello finanziario.

L’output che l’azienda, guidata dal professionista, può produrre è il bilancio sociale.

Il bilancio sociale è un documento che rappresenta una valutazione dell’impatto sociale e ambientale generato dalle attività di un’azienda; è redatto in forma libera ma seguendo le linee guida emanate dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con il Decreto del 4 luglio 2019.

Ci sono molte fonti di informazione per la compilazione del bilancio sociale, tra cui la rilevazione dei dati interni, la raccolta di informazioni dai fornitori e dalle parti interessate, e la consultazione di standard e linee guida internazionali.

La compilazione del bilancio sociale richiede un impegno significativo da parte delle aziende e può essere un processo complesso ma i suoi vantaggi possono essere notevoli.

Pertanto, pur essendo obbligatorio solo per le cooperative sociali e per gli enti del Terzo Settore con entrate superiori a 1 milione di euro, viene predisposto come mezzo per le aziende di dimostrare la propria responsabilità sociale, ma anche un modo per aumentare la fiducia degli stakeholder e dei consumatori, un potente mezzo di comunicazione e per accrescere la brand reputation.

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