
Il principio contabile OIC n. 24 stabilisce che i costi di impianto ed ampliamento sono i costi sostenuti occasionalmente dall’azienda in definiti momenti della vita dell’impresa, in particolare nella fase pre-operativa di avviamento e di costituzione o nella fase di accrescimento della capacità operativa esistente, pertanto, possiedono un carattere straordinario e un’utilità che non si esaurisce nell’esercizio in cui sono rilevati.
I costi di impianto e di ampliamento sono, quindi, oneri pluriennali e sono inseriti fra le immobilizzazioni immateriali dello Stato Patrimoniale del bilancio civilistico poiché, in base all’art. 2424 bis comma 1, “gli elementi patrimoniali destinati ad essere utilizzati durevolmente devono essere iscritti tra le immobilizzazioni”.
Tipologie di costi di impianto
I costi di impianto sono sostenuti in fase di avvio e costituzione di una nuova impresa. Nella maggior parte dei casi occorre che siano stati sostenuti nel periodo antecedente all’avvio della società e che siano inerenti all’opera di costituzione.
Alcune tipologie di costi di impianto sono le seguenti:
- costi inerenti all’atto costitutivo e relativi oneri tributari, per esempio: spese notarili, imposta di registro, tasse di iscrizione degli atti nel Registro delle imprese, etc.;
- consulenze concernenti la redazione dell’atto costitutivo da cui scaturiscono gli onorari dei consulenti e ottenimento licenze a scopo costitutivo;
- spese per la progettazione della struttura aziendale iniziale, per la realizzazione operativa della stessa e per l’organizzazione interna;
- permessi e autorizzazioni per l’avvio dell’impresa.
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