
Il coacervo di norme speciali che li Legislatore nel tempo ha introdotto a favore dei soggetti che operano nel settore agricolo e che vanno da quelle civilistiche a quelle fiscali, ruotano tutte attorno alla figura del coltivatore diretto e a quella dello Iap (imprenditore agricolo professionale).
Ne deriva che quando si opera nel settore primario riveste particolare importanza riuscire a ottenere tale qualifica. Nel presente contributo si analizzano i requisiti che deve avere il coltivatore diretto per essere riconosciuto come tale e, soprattutto, si verifica la possibilità di poter svolgere simultaneamente all’attività agricola anche altri lavori senza per questo non essere considerati tali da parte dell’INPS che si ricorda è l’ente delegato a tale riconoscimento.
Coltivatore diretto: requisiti normativi e definizione
Le norme speciali relative al settore dell’agricoltura ruotano intorno alla figura qualificata di imprenditore agricolo rappresentata dal coltivatore diretto (CD) a cui, nel tempo, è stata affiancata quella dell’imprenditore agricolo professionale (IAP).
L’imprenditore agricolo è, ai sensi di quanto stabilito dall’articolo 2135 del codice civile, il soggetto che, alternativamente, esercita una delle seguenti attività c.d. agricole ex se:
- coltivazione del fondo;
- selvicoltura;
- allevamento di animali.
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TAG Coltivatore DirettoIAPImprenditore Agricolo