
Abstract
L’articolo analizza l’ordinanza della Cassazione che ha confermato l’esenzione IMU (annualità 2017-2019) per un contribuente che risiedeva nello stesso immobile del padre, ma in un appartamento distinto. La Suprema Corte ha chiarito che il Comune non può negare l’agevolazione basandosi su una lettura formalistica di dati anagrafici o stati di famiglia risalenti nel tempo: spetta al giudice di merito accertare la reale residenza e dimora abituale (quaestio facti), il cui giudizio non è rivedibile in sede di legittimità se privo di vizi motivazionali.
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