
Abstract
L’articolo analizza l’ordinanza n. 25655 del 21 settembre 2026 della Corte di Cassazione, la quale ribadisce l’illegittimità delle pretese impositive TARI da parte dei Comuni nei confronti delle imprese operanti nelle aree demaniali marittime e portuali. La Suprema Corte evidenzia come la competenza in materia di gestione dei rifiuti all’interno degli ambiti portuali spetti in via esclusiva all’Autorità di Sistema Portuale per diretta previsione di legge (art. 6 L. 84/1994 e D.Lgs. 152/2006). In forza del principio di legalità dell’imposizione di cui all’art. 23 Cost., lo svolgimento materiale e di fatto del servizio di raccolta da parte del Comune non è idoneo a radicare un potere tributario non previsto dall’ordinamento, né la competenza dell’Autorità portuale può essere frammentata in base all’uso specifico delle singole aree. La pronuncia consolida un orientamento giurisprudenziale garantendo certezza del diritto e una tutela efficace per tutti gli operatori del settore portuale e logistico.
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