
Abstract
L’articolo analizza l’ordinanza n. 25647/2026 della Corte di Cassazione, che ha dichiarato inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse il ricorso di un’impresa costruttrice in materia di esenzione IMU per i “fabbricati merce” (art. 2, D.L. n. 102/2013), a seguito del favorevole giudicato di revocazione formatosi in appello. L’autore ripercorre i rigidi limiti fissati dalla giurisprudenza per fruire del beneficio — riservato ai soli immobili costruiti ex novo, persi in caso di locazione anche temporanea e condizionati alla presentazione della dichiarazione a pena di decadenza — e mette in luce le criticità dell’orientamento che impone la reiterazione annuale della comunicazione, evidenziando il rischio che adempimenti meramente formali vanifichino le finalità di sostegno al settore immobiliare previste dal legislatore.
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