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Cessioni di partecipazioni a valore nominale: autonomia negoziale, presunzioni e onere probatorio nel quadro 2026

di Roberto Bianchi | · 6 min di lettura

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Cessioni di partecipazioni a valore nominale: autonomia negoziale, presunzioni e onere probatorio nel quadro 2026

L’ordinanza della Cassazione civile, sez. I, 21 dicembre 2023, n. 35685, l’arresto della Sezione tributaria 30 luglio 2020, n. 16366, l’atto di indirizzo del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 27 febbraio 2025 (prot. n. 7/2025) e le novità introdotte dalla L. 30 dicembre 2025, n. 199 ridisegnano il quadro applicativo delle cessioni di partecipazioni perfezionate al valore nominale. Sui parametri elaborati dallo Studio del Consiglio Nazionale del Notariato n. 852-2014/T si innesta oggi una lettura unitaria che integra il profilo accertativo tradizionale, l’autonomia negoziale riconosciuta in sede civilistica e i nuovi presidi procedimentali e probatori introdotti dal D.Lgs. 30 dicembre 2023, n. 219 e dalla L. 31 agosto 2022, n. 130.

L’analisi consegna al professionista coordinate operative aggiornate: il valore normale ex art. 9 del TUIR opera come parametro indiziario di natura semplice, soggetto al vaglio di gravità, precisione e concordanza ex art. 2729 del codice civile; l’onere di provare in giudizio le violazioni grava sull’Amministrazione ai sensi dell’art. 7, comma 5-bis, del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546; la rivalutazione del costo fiscale delle partecipazioni, nella nuova aliquota del 21%, rappresenta strumento legittimo di pianificazione anche in vista della successiva cessione, secondo la lettura proposta dal MEF e già recepita dalla giurisprudenza tributaria di merito.

Cessioni al valore nominale e presunzioni dell’Amministrazione finanziaria

L’attività accertativa in materia di trasferimenti di quote o azioni perfezionati al valore nominale poggia, da tempo, sull’ipotesi di un occultamento parziale del corrispettivo: l’Ufficio assume che la coincidenza tra prezzo pattuito e nominale rappresenti, di per sé, indizio grave, preciso e concordante della percezione di un controvalore ulteriore, con conseguente rettifica della plusvalenza imponibile ai sensi degli artt. 67, comma 1, lettera c) e c-bis), e 68, commi 3 e 6, del TUIR.

Lo Studio del Consiglio Nazionale del Notariato n. 852-2014/T ha provato a sistematizzare il fenomeno individuando alcuni indici di rischio: il trasferimento tra parti estranee al medesimo nucleo familiare risulterebbe più esposto al sindacato rispetto al riassetto endo-familiare, ove la cessione...

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