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ASD e SSD nel RASD: quando si rischia davvero la cancellazione – Episodio 186

di Fabio Vincitorio | · 6 min di lettura

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Ascolta “Ep. 186 ASD e SSD nel RASD: quando si rischia davvero la cancellazione” su Spreaker.

In questo episodio parliamo di RASD e in particolare di quando una ASD o una SSD può arrivare a rischiare la cancellazione dal registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche. Quando si parla di RASD si tende spesso a pensare che il problema principale sia riuscire ad iscriversi. In realtà il vero tema è un’altro. Una volta ottenuta l’iscrizione, occorre conservarne nel tempo tutti i presupposti. Il registro non è infatti un archivio statico né una semplice banca dati anagrafica. È lo strumento attraverso il quale viene certificata la natura sportiva dilettantistica dell’attività svolta dall’ente.

Il primo punto da chiarire è quindi questo: l’iscrizione a RASD non può essere considerata acquisita una volta per tutte. La normativa e il regolamento del registro prevedono ipotesi precise nelle quali l’iscrizione può essere annullata o l’ente può essere cancellato ed è un tema tutt’altro che teorico. Nel corso del 2026 il Dipartimento per lo Sport ha già pubblicato diversi provvedimenti di cancellazione. La conseguenza pratica è molto importante: i requisiti che hanno consentito l’accesso al registro devono continuare a sussistere nel tempo. La permanenza nel RASD richiede quindi un presidio effettivo e continuativo.

Affiliazione, requisiti e attività sportiva

Partiamo dal primo rischio concreto: la perdita dell’affiliazione. Enti iscritti tramite federazione sportiva nazionale, disciplina sportiva associata o ente di promozione sportiva. L’iscrizione al registro è collegata all’esistenza di un valido rapporto di affiliazione. Il regolamento prevede che l’iscrizione si rinnovi con la riaffiliazione all’organismo sportivo. La mancata riaffiliazione, quindi, non è una semplice irregolarità amministrativa. Se viene meno il rapporto di affiliazione, viene 1 dei presupposti necessari per la permanenza nel registro.

Un secondo profilo riguarda i requisiti statutari e soggettivi dell’ente. Lo statuto deve contenere gli elementi richiesti dalla disciplina sportiva dilettantistica e tali requisiti non devono essere presenti soltanto al momento dell’iscrizione, devono continuare a sussistere anche successivamente.

Il regolamento distingue due situazioni: se emerge che i requisiti mancavano già al momento dell’iscrizione, l’iscrizione può essere dichiarata nulla. Se invece uno o più requisiti vengono meno, successivamente il dipartimento può richiedere all’ente di regolarizzare la propria posizione. Se la carenza non viene sanata entro il termine assegnato, l’iscrizione può essere annullata e l’ente cancellato dal registro.

Questo significa che lo statuto non va controllato una sola volta al momento della costituzione o dell’iscrizione a RASD, va riesaminato quando cambia la normativa e quando intervengono modifiche nell’organizzazione dell’ente. In altri termini, una carenza che inizialmente potrebbe essere sanabile può diventare causa di cancellazione se l’ente non risponde o non regolarizza la propria posizione nel termine assegnato.

C’è poi un terzo profilo, forse ancora più sostanziale: l’attività sportiva deve essere effettivamente svolta e correttamente rappresentata nel registro. Il RASD non certifica soltanto l’esistenza giuridica dell’associazione o della società, certifica la natura sportiva dilettantistica dell’attività svolta. Non basta quindi avere uno statuto formalmente corretto e un’affiliazione valida se nella realtà l’attività sportiva non viene svolta oppure non viene correttamente rappresentata nel registro.

Da qui deriva un obbligo spesso sottovalutato. L’aggiornamento dei dati, le modifiche relative all’ente e gli amministratori in carica devono essere comunicate e anche le informazioni sull’attività sportiva, didattica e formativa devono risultare coerenti e aggiornate.

Richieste di integrazione, attività secondarie e autotutela

Proprio sul tema degli aggiornamenti entra in gioco un’altro passaggio delicato, le richieste di integrazione. Il regolamento prevede che in caso di mancato e incompleto deposito di atti, aggiornamenti o informazioni obbligatorie, il dipartimento possa invitare l’ente ad adempiere assegnando un termine. Se l’ente rimane inattivo, la conseguenza finale può essere la cancellazione.

Una PEC non controllata, una richiesta di integrazione ignorata o un aggiornamento rinviato troppo a lungo possono quindi trasformare una criticità inizialmente sanabile in un problema molto più serio. Quando arriva una comunicazione dal RASDO, occorre Verificare immediatamente quale requisito viene contestato, quale documentazione manca, quale termine è stato assegnato e se la situazione può essere sanata.

un’altro tema riguarda le attività secondarie e strumentali. L’articolo 9 del decreto legislativo 36 del 2021 consente ad ASDSSD. Di esercitare attività secondarie e strumentali, se lo statuto lo prevede e se vengono rispettati i criteri e i limiti stabiliti dalla normativa. La conseguenza da ricordare è importante: il mancato rispetto di tali criteri e limiti per due esercizi consecutivi comporta la cancellazione d’ufficio dal registro.

Questo non significa che ogni attività commerciale o accessoria metta a rischio il RASD. Significa però che l’ente deve conservare la propria natura sportiva e che le attività diverse non possono diventare nei fatti incompatibili con la funzione principale dell’ente sportivo.

A questo punto è importante fare una precisazione: irregolarità non significa sempre cancellazione immediata. Non ogni errore determina automaticamente la perdita dell’iscrizione. In diversi casi, il sistema consente di correggere o integrare dati e documenti. Ma proprio per questo, diventa decisivo intervenire nei tempi richiesti e non lasciare senza risposta le comunicazioni del dipartimento.

Il regolamento disciplina anche la possibilità di presentare istanza di autotutela contro i provvedimenti di cancellazione o nullità. Il legale rappresentante può chiedere al dipartimento per lo sport la revisione del provvedimento entro il termine previsto, allegando la documentazione idonea a dimostrare la propria posizione. Anche questo conferma una regola pratica molto semplice: prevenire è molto più semplice che reagire dopo la cancellazione.

Controlli periodici e mantenimento dell’iscrizione

Arriviamo quindi al controllo periodico che dovrebbe fare ogni e ogni SSD. Il vero approccio professionale non è chiedersi soltanto “Siamo iscritti a RASD?”. Bisogna porsi periodicamente una serie di domande molto concrete.

L’affiliazione è valida? Lo statuto è ancora conforme? Gli amministratori presenti nel registro coincidono con quelli effettivamente in carica? Le attività sportive, didattiche e formative sono correttamente comunicate? L’attività svolta è coerente con quella risultante dal registro? Le richieste di integrazione vengono gestite tempestivamente? Le eventuali attività diverse restano nei limiti previsti?

È questo il passaggio culturale più importante: il RASD non va trattato come un adempimento da effettuare una volta, ma come un registro da presidiare nel tempo.

In conclusione, la cancellazione può derivare da situazioni molto diverse: il venir meno dell’affiliazione, la perdita dei requisiti, lo scioglimento o l’estinzione dell’ente, l’esito di controlli o provvedimenti, oppure la mancata regolarizzazione di una criticità che inizialmente poteva essere risolta.

Per un SD o una SSD, mantenere l’iscrizione a RASD significa quindi mantenere nel tempo la coerenza tra statuto, affiliazione, organizzazione interna, attività effettivamente svolta e dati presenti sulla piattaforma. Ed è proprio questa coerenza, più che la semplice presenza formale nel registro, a ridurre realmente rischio di cancellazione.

Il messaggio operativo da portare a casa è quindi molto chiaro: il RASD non è un adempimento una tantum. La permanenza nel registro richiede il controllo continuo dei requisiti, dell’affiliazione, dei dati comunicati e dell’attività effettivamente svolta.

di Fabio Vincitorio

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