
L’ordinanza interlocutoria n. 13696/2026 della Corte di cassazione rimette alle Sezioni Unite la questione dell’inutilizzabilità della prova acquisita mediante accessi fiscali illegittimi. La pronuncia si inserisce nel processo di rafforzamento delle garanzie del contribuente, valorizzando tutela del domicilio, principio di proporzionalità e giurisprudenza CEDU. Al centro del dibattito il rapporto tra legalità dell’istruttoria tributaria e diritti fondamentali.
Accessi fiscali illegittimi e inutilizzabilità della prova tributaria
La disciplina degli accessi fiscali rappresenta da sempre uno dei punti più delicati del rapporto tra amministrazione finanziaria e contribuente. Il potere ispettivo, infatti, si colloca in una zona di confine nella quale l’esigenza pubblica di contrastare l’evasione fiscale incontra diritti fondamentali di rango costituzionale e sovranazionale, quali il diritto al rispetto del domicilio, la libertà di iniziativa economica e la tutela della riservatezza.
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