
La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 29069/2025, ha stabilito che il rinvenimento di reperti archeologici che abbiano impedito la prosecuzione dei lavori non costituisce una causa di “forza maggiore” idonea a evitare la decadenza dall’agevolazione “prima casa” per mancato trasferimento della residenza entro 18 mesi dall’acquisto. Ciò in quanto, l’obbligo di residenza del contribuente – il cui adempimento rappresenta un elemento costitutivo per il conseguimento del beneficio richiesto – si correla al Comune nel quale è ubicato l’immobile oggetto di acquisto, e non all’immobile acquistato.
Cassazione: il rinvenimento di reperti archeologici non è “forza maggiore” per evitare la decadenza dall’agevolazione prima casa.
La Corte di Cassazione è tornata ad occuparsi della decadenza dalle agevolazioni “prima casa” per il mancato trasferimento nel termine di legge della residenza nel comune ove è ubicato l’immobile acquistato, confermando tuttavia un orientamento più restrittivo rispetto ad una precedente pronuncia.
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