
Con due segnalazioni rivolte ai Comuni di Torino (30 maggio 2025) e Firenze (31 luglio 2025), l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha fornito indicazioni operative sull’organizzazione e sull’affidamento delle farmacie comunali, ponendo particolare attenzione alla proporzionalità della durata, alla motivazione economico-finanziaria e al corretto coordinamento tra la disciplina settoriale e il riordino dei servizi pubblici locali previsto dal D.Lgs. n. 201/2022.
Gli affidamenti delle farmacie comunali esaminati dall’Autorità Garante
Con due distinti provvedimenti di segnalazione – adottati il 30 maggio 2025 per il Comune di Torino e il 31 luglio 2025 per il Comune di Firenze – l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha analizzato le modalità di affidamento della gestione delle farmacie comunali nei due enti, nell’ambito delle rispettive ricognizioni previste dall’art. 30 del d.lgs. 201/2022 che impone alle amministrazioni locali di verificare la permanenza dei presupposti per l’affidamento diretto dei servizi pubblici locali e di motivare in modo analitico le ragioni dell’eventuale conferma.
Si tratta di due casi distinti ma accomunati da elementi di interesse ricorrenti, tra cui la notevole durata degli affidamenti, l’assenza di un’adeguata motivazione economico-finanziaria a supporto e il ricorso a proroghe di lunga estensione non giustificate da un piano investimenti coerente.
Di seguito si sintetizzano le osservazioni principali espresse dall’Autorità, che possono costituire un utile riferimento operativo per gli enti locali e le società partecipate coinvolte nella gestione di farmacie pubbliche.
Comune di Torino
Nel caso torinese, la gestione delle farmacie comunali è stata affidata a una società mista nel 2000, con una durata contrattuale estremamente ampia pari a 99 anni, decorrente dal 24 luglio 2000 e con scadenza prevista al 23 luglio 2099. Il Comune ha giustificato tale durata con riferimento a un piano di rientro sul prezzo delle licenze farmaceutiche, ma l’AGCM ha rilevato che tale piano risulta concluso anticipatamente al 31 dicembre 2042, rendendo non più attuale la motivazione originaria.
Ciò che l’Autorità contesta, in particolare, è il fatto che non sia stata fornita alcuna documentazione aggiornata sugli investimenti eventualmente in corso o da sostenere, né un’analisi tecnica dei relativi tempi di ammortamento. In assenza di questi elementi, l’estensione dell’affidamento fino al 2099 risulta sproporzionata e non più supportabile alla luce dei principi sanciti dalla normativa vigente.
Comune di Firenze
Anche a Firenze, le farmacie comunali sono gestite da società partecipata dal Comune (AFAM S.p.A.), in forza di un contratto stipulato nel 2001. La durata originaria è stata successivamente estesa con plurime proroghe, fino a raggiungere la scadenza del 31 dicembre 2045, per un orizzonte complessivo di circa 45 anni.
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