
A distanza di quasi tre anni dall’introduzione nell’ordinamento, avvenuta con il D.Lgs. n. 13/2024. 13, il concordato preventivo biennale si avvia alla sua terza stagione applicativa consolidandosi come uno degli strumenti cardine della riforma fiscale in chiave di compliance, pur continuando a mostrare zone d’ombra interpretative e criticità operative di non trascurabile rilievo per chi, quotidianamente, assiste le partite IVA nell’adempimento degli obblighi dichiarativi. Il contributo si propone di accompagnare il professionista lungo il percorso che conduce all’adesione per il biennio 2026-2027, offrendo una ricognizione sistematica dei profili destinati a presentarsi, nei prossimi mesi, con maggiore frequenza sul tavolo dello studio: l’individuazione della platea soggettiva, la verifica della permanenza dei requisiti di accesso e dell’assenza delle cause di esclusione, la ricognizione delle ipotesi di cessazione e di decadenza, la disamina della struttura del nuovo modello CPB e delle modalità di adesione e revoca, l’illustrazione della metodologia di elaborazione della proposta e, infine, una panoramica sui correttivi attesi e sulla prassi amministrativa più recente. Punti di riferimento obbligati della ricostruzione sono i provvedimenti del Direttore dell’Agenzia delle entrate n. 71684 e n. 72335 del 27 febbraio 2026 e il più recente provvedimento n. 115744 del 13 aprile 2026, il decreto correttivo di cui al D.Lgs. n. 81/2025, la circolare n. 9/E/2025 e gli orientamenti interpretativi maturati nelle più recenti risposte a interpello e nelle FAQ dell’Agenzia.
Il CPB nel 2026-2027: un istituto ormai strutturale in continua evoluzione
L’imminente rilascio degli applicativi per l’elaborazione della proposta 2026-2027 riporta al centro dell’attività professionale il concordato preventivo biennale, istituto introdotto dal D.Lgs. n. 13/2024, con vocazione stabilizzatrice del rapporto tra contribuente e Amministrazione. La disciplina è stata ripetutamente affinata: prima con il D.Lgs. n. 108/2024, poi, con maggiore incisività, con il D.Lgs. n. 81/2025 (correttivo bis), che ha ridefinito perimetro soggettivo, termini di adesione, regime dell’imposta sostitutiva e tetti alla proposta per i contribuenti più affidabili. La circolare dell’Agenzia delle entrate n. 9/E/2025, ha aggiornato la precedente circolare n. 18/E/2024, fornendo la chiave interpretativa ufficiale della disciplina vigente.
L’avvio della nuova stagione è stato formalmente aperto dai provvedimenti del Direttore dell’Agenzia n. 71684 e n. 72335, entrambi del 27 febbraio 2026: con il primo sono stati approvati il modello CPB 2026/2027, le istruzioni e i 173 modelli ISA per il periodo d’imposta 2025; con il secondo le specifiche tecniche per la trasmissione telematica. Si è aggiunto, il 13 aprile 2026, il provvedimento n. 115744, che ha ridefinito in modalità strutturale le modalità con cui contribuenti e intermediari acquisiscono gli «ulteriori dati» necessari all’applicazione degli ISA e alla formulazione della proposta, integrando la procedura con la delega unica prevista dall’articolo 21 del D.Lgs. n. 1/2024 (c.d. decreto Adempimenti).
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