
A decorrere dall’anno d’imposta 2025 sale a 1.000 euro (fino all’anno d’imposta 2024 il limite era pari ad euro 800,00) l’importo massimo delle spese di frequenza scolastica (scuole dell’infanzia, primaria e secondaria) per alunno su cui operare la detrazione del 19% in sede di dichiarazione dei redditi. La spesa va indicata nei mod. Redditi PF/2026 oppure mod. 730/2026 e comprende rette, mensa, gite e pre-scuola, a condizione che il pagamento sia tracciabile.
Aumento del limite di spesa e ambito della detrazione
Le spese per istruzione classificate come diverse da quelle universitarie (ex articolo 15, comma 1, lett. e-bis), del Tuir) sono detraibili anche se sostenute nell’interesse di familiari fiscalmente a carico e i criteri di ripartizione tra i genitori sono i seguenti:
- il documento di spesa intestato al genitore consente la detrazione direttamente all’intestatario;
- il documento intestato al figlio consente la detrazione a entrambi i genitori al 50% ciascuno:
- in via subordinata, è possibile annotare sul documento di spesa una percentuale diversa qualora l’onere sia stato sostenuto diversamente tra i due genitori;
- se uno dei due coniugi è fiscalmente a carico dell’altro, il genitore dichiarante può considerare l’intera spesa sostenuta.
La detrazione è prevista per le spese sostenute per la frequenza alle scuole dell’infanzia, primarie e scuole secondarie di primo e secondo grado del sistema nazionale di istruzione, costituito da scuole statali e da scuole paritarie private e degli enti locali (con esclusione delle scuole estere).
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TAG Detrazione Spese ScolasticheModello 730 2026spese istruzione