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Concordato Preventivo Biennale: il momento della verità

di Roberto Bianchi | · 27 min di lettura

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Concordato Preventivo Biennale: il momento della verità

Il Concordato preventivo biennale entra nel 2026 in una fase di piena maturità applicativa. La stagione dichiarativa propone al professionista un triplice presidio — ISA per il periodo d’imposta 2025, quadro CP per i concordatari in corso, opzione per il nuovo biennio 2026-2027 da perfezionarsi entro il 30 settembre — e alcune scelte strategiche di non immediata lettura. Entra in vigore per la prima volta il tetto di 85.000 euro sull’imposta sostitutiva opzionale introdotto dal decreto legislativo 12 giugno 2025, n. 81, con aliquote IRES o IRPEF ordinarie sull’eccedenza e asimmetria di disciplina fra adesioni ante e post 13 giugno 2025.

Per la prima volta dall’introduzione dell’istituto è ammessa la revoca dell’opzione, esercitabile tuttavia soltanto entro il 30 settembre 2026, spirato il quale l’adesione si consolida in via irreversibile. E per la prima volta l’Agenzia delle Entrate, a Telefisco 2026, riconosce alla decadenza individuale nell’ambito dell’opzione congiunta una propagazione a catena che travolge anche i professionisti adempienti e l’ente associativo.

Completano il quadro di riferimento operativo la Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 9/E del 24 giugno 2025, che riepiloga la disciplina del Concordato come risultante dal correttivo e sostituisce la Circolare n. 18/E del 2024, il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 31 marzo 2026 sui nuovi ottantacinque ISA, i Provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate n. 115744 del 13 aprile 2026 e n. 123160 del 22 aprile 2026 sull’acquisizione dei dati e sul regime premiale a regime, e il filone delle risposte a interpello del primo quadrimestre che hanno presidiato profili nevralgici — dall’applicabilità dell’ISA alle imprese edili in fase di pura costruzione (risposta n. 39) all’esclusione dell’affitto d’azienda dalle cause di cessazione (risposta n. 46). La disamina che segue ripercorre, secondo un ordine logico-sistematico, i tre piani che il 2026 impone al professionista di presidiare simultaneamente.

Il punto di avvio: ISA 2026, classificazione ATECO 2025 e dichiarazione dei concordatati

Il primo tassello del presidio dichiarativo 2026 è rappresentato dagli Indici sintetici di affidabilità fiscale applicabili al periodo d’imposta 2025. Con il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 31 marzo 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 88 del 16 aprile 2026 nel Supplemento Ordinario n. 15, sono stati approvati ottantacinque indici revisionati, articolati nei comparti del commercio (ventiquattro indici), dei servizi (ventisei), delle manifatture (quindici) e delle attività professionali (venti).

Il provvedimento si inscrive nella dotazione complessiva dei modelli ISA per il periodo d’imposta 2025 approvati con il Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 27 febbraio 2026, n. 71684, congiuntamente al modello per l’adesione al Concordato preventivo biennale 2026-2027.

La novità strutturale di maggior rilievo è costituita dal recepimento integrale della classificazione ATECO 2025, pubblicata dall’ISTAT in Gazzetta Ufficiale n. 302 del 27 dicembre 2024: tutti gli ISA applicabili al periodo d’imposta 2025 fanno riferimento esclusivo ai nuovi codici attività, rendendo opportuna una ricognizione anticipata della coerenza fra attività esercitata, codice ATECO attribuito e indice di riferimento.

Per il settore delle costruzioni, in particolare, il modello EG69U sostituisce il precedente DG69U a partire dal periodo d’imposta 2025 e introduce specifiche informazioni nel quadro C sui costi del general contractor e sui passaggi degli immobili tra rimanenze e immobilizzazioni.

Per i soggetti che hanno aderito al Concordato preventivo biennale, l’obbligo di presentazione del modello ISA persiste anche in costanza del regime, con la precisazione che il modello trasmesso assume valenza meramente statistica: l’adesione al patto fiscale consente l’automatica acquisizione dei benefici del regime premiale indipendentemente dal punteggio di affidabilità conseguito.

Tale impostazione produce un effetto particolarmente rilevante in sede di rinnovo dell’opzione, poiché i contribuenti già aderenti per il biennio 2024-2025 non possono adeguare il punteggio ISA del 2025 al fine di accedere alle soglie di incremento calmierate previste per i soggetti dotati di maggiore affidabilità fiscale: l’ISA statistico non è, per definizione, suscettibile di perfezionamento in via dichiarativa.

Il quadro applicativo è stato completato dal Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate n. 115744/2026, che ha ridefinito in via permanente le modalità di acquisizione degli ulteriori dati necessari all’applicazione degli ISA e all’elaborazione della proposta di Concordato preventivo biennale, superando la logica del rinnovo annuale fino a oggi adottata.

Il provvedimento, applicabile ai fini ISA a partire dal periodo d’imposta 2025 e ai fini del CPB a partire dai periodi d’imposta 2026 e 2027, distingue tre modalità di accesso: la richiesta massiva via Entratel e la richiesta puntuale via cassetto fiscale per gli intermediari dotati di delega al...

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