In base all’articolo 35, comma 1, secondo periodo, del decreto legislativo n. 231/2007, gli elementi di sospetto possono essere soggettivi od oggettivi: infatti, il professionista può ritenere che l’operazione da porre in essere configuri il reato di riciclaggio dalle caratteristiche della stessa operazione ovvero dalle caratteristiche del soggetto che la pone in essere:
«Il sospetto è desunto dalle caratteristiche, dall’entità, dalla natura delle operazioni, dal loro collegamento o frazionamento o da qualsivoglia altra circostanza conosciuta, in ragione delle funzioni esercitate, tenuto conto anche della capacità economica e dell’attività svolta dal soggetto cui è riferita, in base agli elementi acquisiti ai sensi del presente decreto».
Normativa
La norma (articolo 35, comma 1, terzo periodo) indica espressamente un elemento di sospetto di cui tenere conto, vale a dire «il prelievo o il versamento in contante di importi non coerenti con il profilo di rischio del cliente».
L’Unità di informazione finanziaria svolge analisi e studi su singole anomalie, riferibili a ipotesi di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo su specifici settori dell’economia ritenuti a rischio, su categorie di strumenti di pagamento e su specifiche realtà economiche territoriali, anche sulla base dell’analisi nazionale dei rischi elaborata dal Comitato di sicurezza finanziaria [articolo 6, comma 7, lettera a)].
Come ricordato dalla circolare della Guardia di Finanza 19 marzo 2012 (modulo operativo n. 6, pp. 21-22), per l’individuazione delle operazioni sospette sono d’ausilio anche gli indicatori di anomalia pubblicati dalle autorità di vigilanza.
È utile, per esempio, fare riferimento al decreto del Ministero della giustizia in data 16 aprile 2010, che si applica, come specificato nell’articolo 2, a:
- i soggetti iscritti nell’albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili e nell’albo dei consulenti del lavoro;
- ogni altro soggetto che rende i servizi forniti da periti, consulenti e altri soggetti che svolgono in maniera professionale, anche nei confronti dei propri associati iscritti, attività in materia di contabilità e tributi, ivi compresi associazioni di categoria imprenditori e commercianti, centri di assistenza fiscale e patronati;
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