
La Riforma dello Sport consente ai minorenni di svolgere attività lavorative retribuite in ambito dilettantistico, ma il quadro normativo impone una gestione precisa dei requisiti di età, degli adempimenti autorizzatori e degli obblighi di tutela. Per ASD e SSD conoscere le regole non è un’opzione: è una condizione imprescindibile per operare correttamente e prevenire responsabilità.
Premessa
Il D.Lgs. n. 36/2021 (Riforma dello Sport) ha ridisegnato il perimetro del lavoro sportivo, introducendo figure contrattuali tipizzate e obblighi specifici per le realtà dilettantistiche. Tra le novità di maggiore impatto pratico figura la possibilità per i soggetti minorenni di essere impiegati con mansioni retribuite in qualità di atleti, istruttori, tecnici e collaboratori. Il quadro normativo si innesta su una disciplina preesistente – la L. n. 977/1967, integrata dal D.Lgs. n. 345/1999 in attuazione della Direttiva europea 94/33/CE – che introduce limitazioni, obblighi autorizzatori e prescrizioni operative che le società e associazioni sportive devono conoscere e rispettare.
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