
La Legge di Bilancio 2026, in corso di approvazione, reintroduce l’iperammortamento sugli investimenti in beni nuovi strumentali effettuati dal 1° gennaio 2026. Il beneficio fiscale è maggiore rispetto ai crediti d’imposta Transizione 4.0 e 5.0 e si concretizza in una superdeduzione ai fini IRPEF o IRES. Tuttavia, il meccanismo agevolativo esclude automaticamente i soggetti che determinano il reddito con criteri forfetari e quelli sistematicamente in perdita fiscale. L’assenza di un regime transitorio, atto a disciplinare l’assunzione di impegni giuridicamente e/o finanziariamente rilevanti entro fine anno, induce le imprese ad attendere l’anno nuovo per l’avvio degli investimenti iperammortizzabili.
Incentivi 2026: iperammortamento per investimenti tecnologici e green
Il Disegno di Legge di Bilancio 2026 introduce, all’articolo 94, l’iperammortamento sugli investimenti effettuati in beni strumentali nuovi, dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026 ovvero entro il 30 giugno 2027 in caso di conferma dell’ordine al venditore e versamento di acconti pari ad almeno il 20% del costo di acquisizione.
L’agevolazione non è inedita nell’ordinamento italiano: una misura analoga era stata introdotta dal Piano Industria 4.0 con la legge di Bilancio 2017 e successivamente prorogata fino al 2019.
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