
Abstract
L’ordinanza n. 27382 del 20 ottobre 2026 della Quinta Sezione della Corte di Cassazione chiarisce il rapporto tra il principio di soccombenza e l’istituto della compensazione delle spese nel processo tributario. Accogliendo il ricorso di un contribuente vittorioso a cui la Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Lazio aveva negato il rimborso delle spese sulla base di generici «giusti motivi», la Suprema Corte ha ribadito che la compensazione ha carattere derogatorio e richiede l’esplicita indicazione di gravi ed eccezionali ragioni concrete. La decisione stabilisce che il potere discrezionale del giudice non può tradursi in un utilizzo arbitrario di formule di stile o implicite, cassando la sentenza limitatamente alle spese e rinviando la causa per un nuovo esame motivato.
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