
In merito alla operatività delle società di persone è stato pubblicato un recente interpello n. 38/E/2026 che ha generato un rilevante dibattito emergendo molte posizioni critiche in relazione alle conclusioni raggiunte dalla Agenzia delle Entrate. Il problema da sviscerare è se l’attribuzione del reddito per trasparenza può essere eseguita verso soggetti (eredi) che non sono ancora soci della società, ma semplicemente titolari di un diritto di credito verso la società stessa per la liquidazione della quota del de cuius.
Premessa
Che cosa accade quando un socio di società di persone decede? Quali sono i riflessi di questo evento sulla società, sugli altri soci, e sugli eredi del socio deceduto? La analisi di tali conseguenze è rilevante non solo dal punto di vista civilistico per stabilire quali siano le obbligazioni che si generano tra società ed eredi, ma anche sul piano strettamente fiscale, ambito nel quale va indagato se esiste un fenomeno di carattere successorio nel trasferimento della quota, il che comporterebbe una qualche continuità tributaria tra il de cuius ed i suoi eredi. Questi temi sono analizzati sia a livello giurisprudenziale, sia a livello di prassi ufficiale, in quest’ultimo caso con un recente e discusso interpello n. 38/E/2026.
Partiamo da quest’ultima pronuncia della Agenzia delle Entrate.
Per continuare a leggere l'articolo, accedi con il tuo account GBsoftware.
Non hai un account?
Accedi a tutti i contenuti esclusivi del Magazine GB, portale dedicato all'informazione professionale con oltre 600 articoli di dottrina, approfondimento e aggiornamento normativo.
Compila il modulo e attiva subito la tua prova gratuita di 15 giorni
TAG ereditàReddito per Trasparenzasocietà di persone