Ascolta “Ep.160 L’iper ammortamento nella Legge di Bilancio 2026” su Spreaker.
L’articolo 1, commi dal 427 a 436 della legge 199 del 30 dicembre 2025, ovvero la Legge di Bilancio 2026, reintroduce la disciplina del cosiddetto iper ammortamento. Si tratta di un incentivo fiscale a favore delle imprese che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale secondo il paradigma 4.0, che consiste nella maggiorazione delle quote di ammortamento in caso di acquisto in proprietà o dei canoni leasing in linea capitale nel caso di acquisizione in locazione finanziaria, ai fini della deducibilità dalle imposte dirette, IRPEF e IRES.
Intensità dell’Agevolazione
L’intensità della misura riconosciuta dalla Legge di Bilancio 2026 è particolarmente generosa. La maggiorazione infatti consiste nel:
- +180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro.
- 100% per investimenti superiori a 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro.
- 50% sulla quota di investimenti eccedenti i 10 milioni e fino a 20 milioni di euro.
Ciò significa che il risparmio fiscale può raggiungere, per investimenti fino a 2,5 milioni di euro e in caso di soggetto IRES, il 43,2% o addirittura, per un soggetto IRPEF, attestarsi a quote superiori.
Come precisa il comma 434, la maggiorazione non rileva ai fini della determinazione dell’acconto dovuto per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2026. Pertanto, applicando il cosiddetto metodo storico, si considera quale imposta del periodo d’imposta precedente quella che si sarebbe determinata in assenza dell’iper ammortamento.
Ambito Applicativo
Ambito Temporale
Il periodo agevolato copre un orizzonte di due anni e nove mesi: l’incentivo si applica agli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 e fino al 30 settembre 2028. La durata è stata modificata durante l’esame al Senato, eliminando una premialità dedicata agli investimenti con risparmio energetico e privilegiando l’agevolazione focalizzata sugli investimenti digitali su un orizzonte quasi triennale.
Il decreto attuativo trasmesso il 5 gennaio 2026 dal MIMIT al MEF chiarisce che la data del 1° gennaio 2026 va intesa come momento di effettuazione. Sono quindi agevolabili anche gli investimenti avviati prima di tale data, purché effettuati (ai sensi del TUIR) tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028. Per i beni mobili rileva la data della consegna o della spedizione.
Ambito Soggettivo
Il comma 427 stabilisce che l’incentivo si applica esclusivamente ai titolari di reddito d’impresa e presuppone la presenza di una base imponibile IRES o IRPEF (un utile fiscale).
Il comma 428 elenca le casistiche di esclusione, riguardanti principalmente le imprese in stato di crisi senza continuità aziendale (liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità, ecc.) o destinatarie di sanzioni interdittive (D.Lgs. 231/2001).
L’accesso è inoltre subordinato al rispetto della normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e al corretto adempimento degli obblighi contributivi (presenza di un DURC regolare).
Ambito Oggettivo
I beni agevolabili (comma 429) si dividono in due categorie:
- Beni materiali e immateriali 4.0: Devono rientrare tassativamente nei nuovi elenchi allegati alla Legge di Bilancio 2026 (Allegato 4 per i beni materiali e Allegato 5 per quelli immateriali) e risultare interconnessi al sistema aziendale.
- Impianti di autoproduzione di energia da fonti rinnovabili: Inclusi i fotovoltaici (moduli iscritti al registro ENEA, categorie B e C, con esclusione della categoria A) e sistemi di stoccaggio, destinati all’autoconsumo.
Requisiti di Origine e Documentazione
Una caratteristica inedita è l’imposizione che i beni siano prodotti nell’Unione Europea o in stati dello Spazio Economico Europeo (Islanda, Liechtenstein, Norvegia).
- Beni materiali: L’impresa deve dotarsi di un certificato di origine della Camera di Commercio o di una dichiarazione del produttore che attesti l’origine UE/SEE o che l’ultima trasformazione sostanziale sia avvenuta in tali territori.
- Beni immateriali (Software): È richiesta una dichiarazione del produttore/licenziante che indichi la sede di sviluppo, attesti che almeno il 50% del valore delle attività di sviluppo sia riconducibile a soggetti UE/SEE e indichi eventuali componenti open source.
Procedura di Accesso
L’iter sarà gestito tramite una piattaforma del GSE:
- Comunicazione preventiva.
- Comunicazione di conferma (entro 60 giorni) attestante il pagamento del 20% del costo di acquisto.
- Comunicazione di completamento, corredata da:
- Perizia tecnica asseverata (obbligatoria per costi unitari superiori a 300.000 euro).
- Certificazione contabile rilasciata dal revisore legale.
L’effettiva entrata in vigore dipende dall’approvazione del decreto interministeriale MIMIT-MEF. L’accesso alla misura resta inoltre vincolato alla dotazione finanziaria di 4 miliardi di euro per l’intero periodo.
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