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Nuovi scenari interpretativi in materia di accertamenti sulle imprese “antieconomiche”

Il concetto di antieconomicità è da 25 anni applicato dall’Amministrazione Finanziaria nella attività accertativa. Le risposte della giurisprudenza di legittimità hanno oscillato a lungo fino ad assestarsi su principi che possono dirsi abbastanza consolidati. La sentenza n. 24773/2025 si colloca in questo filone, ma introduce un parametro che non mancherà di far discutere.

INDICE

Premessa

Il tema della antieconomicità ha da tempo superato la maggiore età. Senza andare troppo indietro nel tempo, esso è stato affrontato in maniera decisa dalla Corte di Cassazione nel 2000, proprio in corrispondenza della istituzione della Quinta Sezione Tributaria.

Le prime pronunce in materia denotano un approccio quanto mai prudente della Suprema Corte. Ne è un esempio illuminante la sentenza n. 12813/2000, con la quale la Corte di Cassazione, dopo aver osservato che rientra nei poteri dell’amministrazione finanziaria la valutazione di congruità dei costi e dei ricavi esposti nel bilancio e nelle dichiarazioni e la rettifica di queste ultime, anche se non ricorrano irregolarità nella tenuta delle scritture contabili o vizi degli atti giuridici compiuti nell’esercizio d’impresa, ha ritenuto che è possibile ritenere indeducibile un costo se sproporzionato rispetto ai ricavi o all’oggetto dell’impresa. Nel caso specifico, era stata negata la deducibilità dei compensi degli amministratori, soci e non soci, in quanto è stata ritenuta ingiustificata la nomina ad amministratori di cinque soci ed eccessivo l’importo dei compensi – complessive L.300 ML a fronte di ricavi per 1,356MLD. In effetti, un dato obiettivamente assai sproporzionato.

In termini è anche la sentenza del n. 1821/2001, con la quale la Suprema Corte ha avallato l’accertamento da ritenuta antieconomicità spiccato su una società che aveva verosimilmente alterato le bolle di accompagnamento in modo da rendere non credibile la rappresentazione delle operazioni economiche ivi indicate.

Ancora, si veda la sentenza del n. 6337/2002 che ha sdoganato l’accertamento analitico – induttivo del reddito d’impresa fondato sulla dichiarazione di prezzi di acquisto di macchinari usati notevolmente superiori ai prezzi di rivendita. A queste prime pronunce è seguito un secondo filone...

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TAG Accertamento FiscaleAntieconomicitàCorte di Cassazione


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