La recente ordinanza n. 29002/2025 della Corte di cassazione ha affrontato un tema pratico ricorrente in ambito tributario, ovvero se e quando il contribuente possa far valere la prescrizione maturata dopo la notifica della cartella di pagamento. La risposta è netta e tiene conto della novella dell’articolo 12, comma 4-bis, del D.P.R. n. 602/1973, che ha sancito la non impugnabilità dell’estratto di ruolo e ha tipizzato le ipotesi in cui ruolo e cartella (assunta invalidamente notificata) sono direttamente impugnabili, subordinando tutto alla prova di un pregiudizio qualificato. Alla luce di Sezioni Unite e Corte costituzionale, la Cassazione ha confermato che, in assenza di un atto successivo impugnabile, l’azione volta a far dichiarare l’estinzione del credito per prescrizione sopravvenuta degrada a domanda di accertamento negativo improponibile nel processo tributario, strutturalmente impugnatorio. Ne discende la regola operativa secondo cui la prescrizione “post-cartella” è difesa praticabile, ma normalmente va azionata solo all’impugnazione del successivo atto della riscossione.
Il nuovo perimetro applicativo dell’articolo 12 del D.P.R. n. 602/1973: dalla tutela anticipata alla tipizzazione dell’interesse ad agire
L’articolo 12 del D.P.R. n. 602/1973 disciplina la formazione e il contenuto dei ruoli, ossia l’elenco dei debitori e delle somme dovute ai fini della riscossione. Per effetto dell’articolo 3-bis del D.L. n. 146/2021 è stato introdotto il comma 4-bis che, a partire dal 21 dicembre 2021, ha sancito la non impugnabilità dell’estratto di ruolo.
La disposizione, tuttavia, non si limita a tale divieto, ma sancisce la diretta impugnabilità di ruolo e cartella che si assume invalidamente notificata solo nei casi in cui il debitore dimostri che dall’iscrizione a ruolo possa derivargli un pregiudizio, tassativamente collegato ad alcune situazioni tipiche. Nella formulazione vigente dall’8 agosto 2024 (a seguito della modifica operata dal D.Lgs. n. 110/2024), le ipotesi tipiche includono, oltre ai tradizionali profili legati a contratti pubblici, verifiche ex articolo 48-bis del D.P.R. n. 602/1973 e perdita di benefici, anche il pregiudizio connesso a procedure della crisi d’impresa e insolvenza, operazioni di finanziamento e cessione d’azienda.
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