
Nel corso di Telefisco 2026, L’Agenzia delle Entrate, in risposta ad un quesito, ha chiarito che la partita IVA di un professionista defunto non può essere chiusa finché restano fatture o corrispettivi da incassare; questi obblighi fiscali si trasferiscono agli eredi. Secondo l’art. 35 bis DPR n. 633/1972 e le risoluzioni successive, gli eredi devono emettere eventuali fatture residue a nome del de cuius, richiedendo se necessario la riapertura della partita IVA intestata al deceduto.
Fatture non emesse e imposte da versare: cosa devono fare gli eredi del professionista defunto
Il quesito posto durante Telefisco 2026 aveva ad oggetto il trattamento dei compensi da lavoro autonomo e relativi adempimenti in capo agli eredi del de cuius. Il quesito si colloca nell’ambito delle prestazioni di servizi che si considerano effettuate all’atto del pagamento del corrispettivo, ai sensi dell’articolo 6, D.P.R. n. 633/1972. L’imposta relativa alle prestazioni di servizi diviene esigibile nel momento in cui le operazioni si considerano effettuate e l’imposta è versata con le modalità e nei termini stabiliti nell’articolo 21, D.P.R. n. 633/1972.
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