
L’iperammortamento 2026 viene profondamente ridisegnato dalla Manovra, con un’estensione temporale fino al 30 settembre 2028 e una struttura di aliquote unificate. L’aggiornamento degli Allegati A e B allinea il perimetro dei beni all’evoluzione tecnologica, ma scompare la premialità legata all’efficienza energetica. Ne emerge un incentivo più semplice e programmabile, che impone ai professionisti una lettura attenta dei nuovi requisiti oggettivi e procedurali.
L’iperammortamento 2026 si rinnova con aliquote semplificate, nuovi requisiti e l’estensione fino al 2028.
Nell’iter della Manovra 2026, secondo la riformulazione dell’emendamento governativo intervenuta sull’articolo 94 del disegno di legge di Bilancio, l’iperammortamento risulta ricalibrato in modo significativo. A dicembre 2025, l’assetto delineato combina l’estensione temporale della misura e la semplificazione dell’impianto, in parallelo al superamento del meccanismo di premialità energetica ipotizzato nelle versioni originarie del testo. Sul piano temporale, l’agevolazione non è più configurata come incentivo limitato al solo 2026 con un termine “lungo” subordinato a prenotazione, ma si applica agli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028, con un termine finale generalizzato e non condizionato da ordine e acconto entro fine anno.
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