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Accertamenti bancari: il versamento è ricavo per tutti i contribuenti

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 29739/2025 ha precisato che in tema di accertamento resta invariata la presunzione legale prevista dall’articolo 32 del D.P.R. n. 600/1973 con riferimento ai versamenti bancari effettuati dal lavoratore autonomo che è obbligato a provare l’estraneità di tali movimenti ai fatti imponibili, essendo venuta meno – all’esito della sentenza della Corte costituzionale n. 228/2014 – l’equiparazione logica tra attività imprenditoriale e professionale, in relazione ai prelievi su conti correnti.

Accertamenti bancari

La vicenda da cui trae origine la questione sottoposta al vaglio della Corte di Cassazione prende le mosse da alcune indagini finanziarie condotte sui conti correnti di un lavoratore autonomo, all’esito delle quali l’Agenzia delle Entrate (nel seguito, Fisco), ai sensi di quanto disposto dall’articolo 32 del D.P.R. n. 600/73, aveva ripreso a tassazione le operazioni di prelevamento e versamento non giustificate accertando una maggiore base imponibile ai fini IRPEF, IRAP e IVA.

Attenzione: L’articolo 32, comma 1, n. 2, D.P.R. n. 600/1973 conferisce all’Amministrazione finanziaria un potere investigativo molto ampio prevedendo una presunzione legale (relativa) in base alla quale sia i prelievi che i versamenti bancari vanno imputati a ricavi, ponendo così a carico del contribuente l’onere di dimostrare la non riconducibilità delle operazioni bancarie a forme di ricchezza non dichiarata.

In primo grado, la Commissione Tributaria Provinciale accoglieva parzialmente il ricorso del contribuente, sostenendo che – in virtù della presunzione di cui all’articolo 32 del D.P.R. n. 600/73 che attribuisce rilevanza reddituale ai movimenti bancari ingiustificati ed in coerenza con la sentenza della Corte costituzionale n. 228/2014 che ha interdetto il Fisco dall’utilizzare tale presunzione in tema di prelevamento nelle procedure di accertamento nei confronti di lavoratori autonomi – non potessero essere ripresi gli importi corrispondenti ai prelievi, ma fossero corrette le riprese che riguardavano i versamenti bancari non giustificati dal contribuente.

Attenzione: La previsione di cui all’articolo 32 del D.P.R. n. 600/73 è certamente uno degli strumenti per contrastare i fenomeni di evasione che ha maggiormente alimentato dubbi, tali da sottoporre più volte al vaglio della Corte costituzionale la legittimità di tale presunzione a favore del...

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