
L’articolo analizza la disciplina dell’autotutela obbligatoria introdotta dall’art. 10-quater dello Statuto dei diritti del contribuente. La riforma impone all’Amministrazione finanziaria di annullare d’ufficio gli atti manifestamente illegittimi, anche se definitivi. Vengono illustrati ambito applicativo, procedura, limiti temporali e profili di attenzione operativa per professionisti e contribuenti.
Nuove regole sull’autotutela: quando gli atti illegittimi devono essere annullati d’ufficio.
L’articolo 10-quater dello Statuto dei diritti del contribuente (L. n. 212/2000), introdotto dal D.Lgs. n. 219/2023, segna una svolta nel sistema dell’autotutela tributaria, trasformando un potere discrezionale in un vero e proprio obbligo di intervento dell’amministrazione finanziaria in presenza di determinati vizi.
Infatti, la norma impone all’amministrazione di procedere – anche d’ufficio, senza necessità di istanza di parte e persino in pendenza di giudizio o in caso di atti definitivi – all’annullamento totale o parziale dell’atto impositivo, o alla rinuncia all’imposizione, nei casi di manifesta illegittimità riconducibili alle seguenti ipotesi:
- errore di persona;
- errore di calcolo;
- errore sull’individuazione del tributo;
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TAG Autotutela Obbligatoriadiritto tributarioStatuto del contribuente