
Il conferimento di studio professionale è sempre stata una operazione evitata dagli operatori, a causa delle interpretazioni della Agenzia delle Entrate che sostenevano il carattere realizzativo se la società conferitaria fosse stata una società commerciale di persone o di capitali. Con l’avvento del D.Lgs n. 192/24 lo scenario normativo è completamente cambiato ed è facile ipotizzare che questo istituto avrà una certa proliferazione nei prossimi anni. Tuttavia, oltre all’aspetto tributario vi è anche un rilevante profilo civilistico che consiste nel domandarsi se il complesso di beni materiali ed immateriali trasferito sia sempre definibile uno studio o talvolta non sfoci nel vero e proprio ramo di azienda. Su questi temi si è recentemente pronunciato il Notariato del Triveneto con tre interessanti orientamenti.
Premessa
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