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Il certificato del casellario giudiziale nello sport dilettantistico: obblighi, rischi e gestione operativa per ASD e SSD

L’obbligo di acquisizione del certificato del casellario giudiziale per i soggetti operanti con minori rappresenta oggi un pilastro fondamentale delle politiche di prevenzione nei contesti sportivi dilettantistici.

Introdotto inizialmente dal D.Lgs. 39/2014 in recepimento della Direttiva UE 2011/93, e successivamente rafforzato dalla Riforma dello Sport (D.Lgs. 36/2021), tale obbligo grava su tutte le associazioni e società sportive che impiegano istruttori, tecnici, educatori, collaboratori e volontari in attività che comportano contatto diretto e regolare con minori. La corretta applicazione della normativa non è solo questione formale, ma tocca aspetti rilevanti in tema di responsabilità civile, penale, contrattuale e reputazionale.

Base giuridica e quadro normativo multilivello

Il riferimento principale è l’art. 25-bis del D.P.R. 313/2002 (Testo Unico sul casellario giudiziale), che impone al datore di lavoro, pubblico o privato, di verificare l’assenza di condanne per reati sessuali su minori prima dell’impiego in attività che prevedano contatti diretti e continuativi con soggetti minorenni. A livello nazionale, l’obbligo si è consolidato con il D.Lgs. 39/2014 e si è ulteriormente ampliato con l’art. 16 del D.Lgs. 39/2021, che inserisce tale adempimento tra le misure obbligatorie di safeguarding per ASD e SSD. Il vincolo riguarda anche il tesseramento e l’affiliazione presso le Federazioni sportive: molte di esse, come la FIP, impongono l’obbligo anche in assenza di contatti diretti, estendendolo a tutti i tecnici tesserati.

Soggetti coinvolti e ambito di applicazione

Devono presentare il certificato tutti coloro che, a qualunque titolo, svolgano attività con possibilità di contatto con minori. L’elenco comprende:

  • istruttori e allenatori;
  • educatori, animatori e volontari nei centri estivi o scolastici;
  • dirigenti di settore giovanile;
  • accompagnatori e personale di supporto a eventi giovanili;
  • operatori di segreteria se in relazione diretta con minori;
  • chi comunica con minori tramite social e messaggistica. Non rileva la forma del rapporto (subordinato, autonomo, volontariato), ma la natura della mansione e il rischio potenziale di contatto. È quindi fondamentale che le ASD e SSD effettuino una valutazione preventiva delle attività, individuando...

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