In caso di omessa, tardiva o errata trasmissione dei dati al Sistema Tessera Sanitaria (Sts), si applica la sanzione ordinaria di 100 euro per singola fattura, fino a un tetto massimo di 50.000 euro. L’Agenzia delle Entrate ha confermato l’esclusione assoluta del cumulo giuridico per queste violazioni, sia in sede di accertamento che di regolarizzazione spontanea. Per i professionisti la soluzione più conveniente resta il ravvedimento operoso: se il ritardo supera i 90 giorni, la sanzione fissa viene ridotta a un ottavo (12,50 euro) per i documenti emessi nel 2026, oppure a un settimo per quelli riferiti all’anno di imposta 2025.