
Abstract
L’ordinanza della Cassazione civile (Sez. V, 5 ottobre 2026, n. 26259) affronta il tema dell’onere probatorio per la detrazione dell’IVA e la deduzione dei costi d’impresa, analizzando il rapporto tra regolarità formale della fattura ed effettività sostanziale delle operazioni commerciali. La controversia nasce da un accertamento nei confronti di una società avente ad oggetto acquisti di merci deperibili, in cui il Fisco aveva contestato l’inattendibilità delle operazioni sulla base di elementi presuntivi gravi e convergenti, quali la sproporzione tra le quantità dichiarate e le ridotte dimensioni logistiche dei fornitori. Respingendo il ricorso della contribuente, la Suprema Corte ha stabilito che la fattura, pur essendo un documento necessario, non è di per sé sufficiente a dimostrare la concreta esecuzione dell’operazione. Qualora l’Amministrazione finanziaria fornisca presunzioni idonee a mettere in dubbio la veridicità degli acquisti, spetta al contribuente dimostrare l’effettività dell’operazione all’interno di un quadro probatorio coerente per beni, volumi, trasporti e strutture logistiche.
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