Nella legislazione di bilancio delle Associazioni Sportive Dilettantistiche, non c’è previsione di schemi o modelli da adottare. Le non iscritte al RUNTS e quelle diverse dalle Imprese Sociali, allo scopo di colmare questa lacuna, dal bilancio 2023 possono seguire le indicazioni del CNDCEC che ha emanato una circolare individuando schemi mutuati da quelli ETS con i dovuti adattamenti per il settore sportivo. Ma quali sono le differenze?
Premessa
La Riforma dello Sport (L.86/2019, D.Lgs.36/2021 e D.Lgs.39/2021) non dispone nulla circa gli schemi di bilancio e nemmeno circa l’obbligo di un suo deposito in seguito all’iscrizione dell’Associazione Sportiva Dilettantistica (ASD) al Registro Nazionale delle Attività Sportive Dilettantistiche (RASD) tranne in caso di acquisizione della personalità giuridica. Quindi in sede di rendiconto sorge una difficoltà rispetto agli Enti del Terzo Settore (ETS) disciplinati dal Decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117 (Codice del Terzo Settore o CTS) o alle Imprese Sociali disciplinate dal (D.lgs. 112/2017 che rimanda al) Codice Civile. In questo contributo cercheremo di analizzare le differenze tra gli schemi adottabili dall’ASD e quelli ETS da cui derivano, perché l’ASD può essere:
- Associazione sportiva generica non iscritta al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (o RUNTS) ma ovviamente al RASD;
- ETS non commerciale iscritta al RUNTS;
- Impresa sociale (commerciale);
- ASD come ETS commerciale.
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