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Ascolta “Ep. 170 Bonus edilizi e responsabilità professionali” su Spreaker.

Bonus edilizi e responsabilità professionali: cosa è cambiato davvero? Questa puntata è dedicata all’analisi delle responsabilità professionali nei bonus edilizi, alla luce delle più recenti evoluzioni normative e degli orientamenti della Corte di Cassazione, dell’attività di controllo dell’Agenzia delle Entrate. Negli ultimi anni il sistema dei bonus edilizia ha subito una trasformazione profonda, da strumento di incentivo alla riqualificazione, ambito caratterizzato da elevata complessità interpretativa e crescente attenzione ai profili di rischio. Oggi il punto non è più soltanto la spettanza dell’agevolazione, ma l’estensione della responsabilità lungo tutta la filiera professionale. In questo contesto analizziamo cosa è cambiato davvero e quali sono oggi i principali presidi richiesti.

Evoluzione del sistema dei bonus edilizi

Professionista: il sistema dei bonus edilizi ha vissuto, come sappiamo, una fase espansiva senza precedenti, culminata con la diffusione della cessione del credito e dello sconto in fattura. Il riferimento centrale resta il decreto rilancio, ovvero il decreto legge 30/04/2020, in particolare l’articolo 119 sul superbonus e l’articolo 121 sulla cessione del credito e lo sconto in fattura. Questo ha trasformato una detrazione fiscale in un vero e proprio strumento finanziario.

La stretta normativa e i nuovi equilibri

Però poi è arrivata la stretta normativa: il legislatore è intervenuto più volte, limitando la circolazione dei crediti e rafforzando i controlli, anche alla luce delle frodi emerse. Oggi il quadro è completamente diverso: meno liquidità, più verifiche, più responsabilità in capo e soggetti coinvolti. Il credito diventa cedibile ma non sterilizzato dal rischio.

L’evoluzione della responsabilità professionale

Il punto critico è l’evoluzione della responsabilità del professionista: la responsabilità non è più diffusa, ma sempre più tracciata e attribuita. Entrano quindi in gioco diversi soggetti: il contribuente, il tecnico asseveratore, il commercialista e l’impresa esecutrice. È qui che si innesta il tema della diligenza professionale qualificata. Il professionista non è 1 mero certificatore formale, ma un soggetto chiamato a valutazioni sostanziali.

Il visto di conformità e le asseverazioni

Se pensiamo al visto di conformità, il controllo non è 1 controllo documentale leggero, ma implica delle verifiche: verifiche sui presupposti soggettivi, presupposti oggettivi, nonché coerenza della documentazione. In parallelo, le asseverazioni tecniche assumono un peso determinante. un’eventuale errore tecnico potrebbe comportare un possibile recupero del beneficio e, conseguentemente, una possibile responsabilità a catena.

Abuso del diritto e operazioni elusive

Quindi il quadro si complica ulteriormente, anche se analizziamo il tema sotto il profilo dell’abuso del diritto, disciplinato dall’articolo 10 bis dello statuto del contribuente. Molte operazioni legate ai bonus edilizi, infatti, rispettano formalmente la norma, possono risultare prive di sostanza economica e autonoma. Esempi tipici sono frammentazione artificiosa degli interventi, sovrafatturazione sistematiche, creazione di lavori minime per attivare bonus maggiori.

L’orientamento della Corte di Cassazione

Bene, la giurisprudenza della Corte di Cassazione si sta orientando verso un approccio sostanzialistico. Tra i principi emergenti troviamo il principio della prevalenza della causa economica reale, la rilevanza dell’intento elusivo e la valutazione complessiva dell’operazione. Questo quindi espone il professionista ad un rischio indiretto: aver avallato operazioni prive di reale giustificazione economica.

Buona fede e diligenza qualificata

Le pronunce della giurisprudenza stanno delineando un orientamento piuttosto chiaro: il beneficio fiscale può essere disconosciuto anche in presenza di documentazione formalmente corretta. In tal caso la buona fede deve essere dimostrata, però non presunta, e la diligenza richiesta al professionista è elevata e parametrata alla sua qualifica. In alcune decisioni, la Corte di Cassazione ha ribadito che la verifica sostanziale non può essere sostituita da un controllo meramente cartolare. Questo è il passaggio chiave per il professionista che attesta o appone il visto.

Controlli dell’Agenzia delle Entrate

L’attività dell’Agenzia delle Entrate oggi si sviluppa su due livelli: controlli automatizzati del credito e verifiche sostanziale sugli interventi. In ottica difensiva, quindi, diventano centrali la tracciabilità delle verifiche effettuate, la conservazione della documentazione tecnica, nonché l’evidenza delle valutazioni professionali. Non basta quindi aver visto i documenti, ma bisogna dimostrare quello che è stato il processo decisionale.

Caso pratico: il condominio

Se vogliamo esporre un caso pratico, facciamo il caso del condominio che accede al superbonus: tutti i passaggi sono formalmente rispettati, le asseverazioni sono presenti, il visto è stato apposto, il credito è stato ceduto, ma i prezzi risultano significativamente superiori al valore di mercato e alcune lavorazioni sono contestate in sede di accertamento. L’Agenzia delle Entrate può quindi, sulla base di questi presupposti, recuperare il credito e contestare il concorso nella violazione.

La difesa del professionista

La difesa del professionista si gioca quindi su un punto: dimostrare di avere effettuato verifiche adeguate e coerenti con la diligenza richiesta.

Take away operativi

Quali sono i take away operativi fondamentali per chi opera nel settore? Prima cosa, la documentazione non basta, serve una valutazione critica e quindi non solo formale. In secondo luogo, la tracciabilità delle verifiche, ossia bisogna poter dimostrare cosa è stato controllato e come. Ed infine un approccio prudenziale, ossia in presenza di anomalie è meglio fermarsi.

Conclusioni

Questo significa una trasformazione profonda del proprio ruolo, da intermediari ai veri e propri presidi di legalità fiscale, e in questo scenario la competenza tecnica non è 1 vantaggio competitivo, è una condizione minima per operare. Alla prossima puntata e arrivederci.

Di Simona Zangrandi

TAG bonus edilizipodcast commercialistiResponsabilità Professionali


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