
Il contributo aggiorna al 9 ottobre 2026 l’analisi pubblicata il 21 aprile, quando l’adesione al concordato preventivo biennale (CPB) 2026-2027 doveva ancora perfezionarsi entro il 30 settembre. Da allora la legge di conversione del D.L. n. 38/2026 (L. 22 maggio 2026, n. 88) ha differito la scadenza al 31 ottobre (in concreto, al 2 novembre), ha coordinato il CPB con l’iper-ammortamento e ha esteso i tetti della proposta ai contribuenti meno affidabili; il D.Lgs. n. 148/2026 è intervenuto su accesso ed esclusione, rinnovo, rideterminazione del concordato, acconti, cessazione e decadenza; la circolare n. 8/E del 6 ottobre 2026, infine, raccoglie in un solo testo tutte le indicazioni di prassi. L’impostazione è operativa: chi può ancora scegliere, come si compila il modello, quale codice indicare nel frontespizio di Redditi 2026 e come governare, entro il termine, modifiche e revoche, anche limitate a una sola categoria di reddito.
Aspetti introduttivi
Nell’aprile scorso la stagione del CPB 2026-2027 si apriva con un calendario allineato al 30 settembre e con alcuni nodi ancora irrisolti, primo fra tutti il rapporto tra reddito concordato e iper-ammortamento. A quasi sei mesi di distanza il quadro risulta profondamente mutato per effetto di tre fonti: una legge di conversione, un decreto legislativo correttivo e una circolare.
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