
Con il documento “I fattori ESG nella valutazione d’azienda: elementi strategici, gestionali e informativi”, datato marzo 2026 e pubblicato il 1° aprile 2026, il CNDCEC — tramite la Commissione di Studio “Valutazione d’azienda” presieduta da Giovanni Liberatore — porta a compimento il secondo volume del percorso avviato l’8 agosto 2024 con il documento sulla “costruzione della base informativa”.
Se il primo volume aveva l’obiettivo di costruire il “ponte informativo” tra impresa e valutatore in presenza di fattori ESG, il secondo si concentra sull’analisi fondamentale strutturata dal PIV III.1.2, fornendo strumenti operativi per la sua conduzione in chiave ESG-integrata.
Il documento si inscrive in uno scenario normativo profondamente mutato: la Direttiva (UE) 2026/470 del 24 febbraio 2026 — Omnibus I, pubblicata in GUUE il 26 febbraio 2026 — ha ridefinito le soglie CSRD alle imprese con oltre 1.000 dipendenti e ricavi netti superiori a 450 milioni di euro, escludendo, secondo stime della Commissione europea, circa l’ 80% delle imprese originariamente coinvolte.
La riduzione degli obblighi formali non attenua la rilevanza strategica dei fattori ESG per le PMI: modifica il perimetro dell’obbligo, non la materialità dei rischi.
Il commento privilegia i profili di maggiore rilievo per il commercialista: la distinzione tra strategia in essere e intenzioni strategiche come categorie analitiche autonome; i modelli di analisi strategica ESG-integrata; i cinque pilastri del business plan ESG-integrato; la verifica di ragionevolezza e il rischio di doppio conteggio nell’imputazione dei fattori ESG al modello valutativo.
Analisi strategica ESG e valutazione d’impresa
Il documento “I fattori ESG nella valutazione d’azienda: elementi strategici, gestionali e informativi” si colloca come secondo volume di un percorso metodologico coerente: se il primo volume pubblicato l’8 agosto 2024 aveva il compito di costruire il “ponte informativo” tra impresa e valutatore in presenza di fattori ESG, il secondo affronta la fase successiva dell’analisi fondamentale così come strutturata dal PIV III.1.2, la quale prevede cinque componenti operative — l’analisi strategica di settore e di impresa, l’analisi della documentazione contabile, l’esame delle previsioni economico-finanziarie e l’analisi dello scenario macroeconomico e del mercato dei capitali — cui il PIV II.4.3 attribuisce la qualità di contenuto minimo della relazione di valutazione.
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