
Il principio contabile Oic n. 18, emanato nel dicembre 2016 ed aggiornato con gli emendamenti pubblicati il 4 maggio 2022, chiarisce che i ratei attivi costituiscono quote di proventi di competenza dell’esercizio, sul quale si basa il bilancio, che riveleranno la loro manifestazione finanziaria nei successivi esercizi. I ratei passivi, invece, raffigurano quote di costi di competenza dell’esercizio, di cui al relativo bilancio, che evidenzieranno la loro manifestazione finanziaria nei successivi esercizi.
In base all’articolo 2424-bis, comma 6: “Nella voce ratei … attivi devono essere iscritti i proventi di competenza dell’esercizio esigibili in esercizi successivi … Nella voce ratei … passivi devono essere iscritti i costi di competenza dell’esercizio esigibili in esercizi successivi… Possono essere iscritte in tali voci soltanto quote di costi e proventi, comuni a due o più esercizi, l’entità dei quali vari in ragione del tempo”.
La classificazione dei ratei attivi e dei ratei passivi all’interno del bilancio
L’articolo 2424 del codice civile prevede che, nel bilancio ordinario, i ratei devono essere rilevati nell’attivo dello stato patrimoniale alla voce D “Ratei e risconti” mentre i ratei e i risconti passivi devono essere inseriti nel passivo dello stato patrimoniale alla voce E “Ratei e risconti”.
La rilevazione dei ratei comporta, in contropartita, nel conto economico l’iscrizione di proventi e di costi secondo la natura del rapporto economico.
Con riferimento al bilancio in forma abbreviata, ai sensi dell’articolo 2435-bis del codice civile “lo stato patrimoniale comprende solo le voci contrassegnate nell’articolo 2424 con lettere maiuscole e con numeri romani”; tale articolo al comma 2 stabilisce che la voce D dell’attivo “Ratei e risconti” possa essere inserita nella voce CII dell’attivo “Crediti” mentre la voce E del passivo “Ratei e risconti”, possa essere inserita nella voce D del passivo “Debiti”.
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