
Con la pubblicazione in GUE del Regolamento delegato C (2026) 5011, entrerà in vigore il Voluntary Standard (c.d. VS) destinato alle imprese non obbligate alla rendicontazione di sostenibilità. Il passaggio dal Voluntary standard for non-listed Small Medium Enterprises (c.d. VSME), ideato e testato per imprese con non oltre 250 dipendenti, ai VS, concepiti per imprese con non oltre 1.000 dipendenti, non è solo una questione di ampliamento della platea dei soggetti destinatari. Lo standard VS introduce il meccanismo del Value Chain Cap per proteggere le imprese non obbligate dall’”effetto trickle-down”: il rischio che le grandi imprese obbligate alla rendicontazione scarichino su clienti, fornitori e partners richieste di dati ESG eccessive, disomogenee e scoordinate.
Gli effetti della Direttiva Omnibus I sulle rendicontazioni volontarie di sostenibilità
L’ondata semplificativa in materia di rendicontazione societaria di sostenibilità, avviata dalla Commissione Europea nel timore che le prescrizioni imposte dalla Direttiva (UE) 2022/2464 (Corporate Sustainability Reporting Directive, c.d. Direttiva CSRD) si traducessero in una perdita di competitività per le grandi imprese e PMI quotate, ha travolto anche i report ESG redatti volontariamente.
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