
Il trattamento delle operazioni in valuta rappresenta uno dei casi che presenta maggiori criticità nella redazione del bilancio di esercizio, soprattutto in relazione alla valutazione delle attività e passività. In questo contributo verranno illustrate le regole di trattamento contabile di questa particolare tipologia di operazione.
Premessa
Il codice civile prevede che il bilancio di esercizio deve essere redatto in unità di euro nonostante non tutte le operazioni aziendali vengano regolamentate in base alla divisa domestica.
Ciò impone, dunque, di convertire in euro i valori contabili derivanti dalle operazioni in valuta estera. Tale operazione non sempre è scevra di criticità, soprattutto quando da dette operazione derivano attività e passività in valuta.
La definizione di operazioni in valuta
Secondo il principio contabile OIC 26 p. 4 un’operazione in valuta estera è un’operazione effettuata dalla società che redige il bilancio, che è espressa in una valuta diversa dall’euro, tra cui vi possono rientrare:
- l’acquisto o vendita di beni o servizi i cui prezzi sono espressi in valuta estera;
- i prestiti erogati o ricevuti in cui l’ammontare è espresso in valuta estera;
- l’acquisto di un bene strumentale in valuta estera.
Un’operazione in valuta estera può determinare l’iscrizione in bilancio di attività o passività monetarie o non monetarie.
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